E' disponibile una versione in PDF con il bilancio preventivo del progetto scaricabile qui.
Il progetto si inserisce nel difficile contesto post-bellico della Bosnia Erzegovina nella regione della bassa Drina, in cui la situazione, a quattordici anni dalla firma degli accordi di Dayton, rimane tesa e precaria.
Si tratta della zona al confine con la Serbia, nella quale si sono consumati i più orribili crimini della guerra di Bosnia, il più noto dei quali è la presa dell'enclave di Srebrenica e il massacro di almeno ottomila uomini bosniaci musulmani, quasi tutti civili, tra l'11 e il 16 di luglio 1995.
La zona ha subito devastazioni gravissime ed è in gran parte minata. Si tratta della zona della Bosnia Erzegovina contaminata dal più alto numero di mine e ordigni inesplosi e si trova in una situazione economica stagnante, con tassi di disoccupazione che toccano il 90%. Vi abitano molte famiglie che hanno subito perdite e lutti durante il conflitto, che vivono in edifici fatiscenti, ancora danneggiati dai bombardamenti. Nonostante gli aiuti ed i programmi di ricostruzione, la maggior parte degli edifici distrutti e danneggiati non è ancora stata ricostruita. Gran parte dei profughi deportati o fuggiti durante la pulizia etnica stentano a rientrare a causa dei gravi problemi dell'area o perché hanno paura di ritorsioni e non si sentono sicuri.
In questa zona, dove la corrente elettrica e l'acqua spesso mancano e le risorse sono al limite della sussistenza, i servizi fondamentali come l'assistenza sanitaria e l'istruzione sono molto carenti.
L'area rientra nella giurisdizione della Republika Srpska, una delle due entità in cui è stata divisa la Bosnia Erzegovina in seguito gli accordi di Dayton, ed è in assoluto la zona più povera di tutta la nazione.
La presenza sul territorio di un grande numero di mine e ordigni inesplosi non facilita la ripresa di iniziative economiche e di una vita normale. Allo stesso tempo, molti di coloro che hanno commesso crimini di guerra sono e restano impuniti e la grande facilità di reperire armi per questi e altri criminali (soprattutto legati alle mafie locali) la rende una delle zone più pericolose di tutta la Bosnia Erzegovina.
La scelta dell'associazione di operare quasi esclusivamente in aree rurali, caratterizzate da un forte isolamento geografico e culturale, deriva appunto dall'intento di raggiungere popolazioni poco coinvolte nelle quotidiane attività dei centri urbani circostanti e che hanno ricevuto scarsissimi investimenti ed assistenza.
Gli interventi umanitari infatti, nonostante gli sforzi, hanno ottenuto risultati insufficienti e non hanno raggiunto l'obiettivo di ripristinare le infrastrutture di base e di favorire la ripresa economica. Molti fondi destinati a questa zona non sono mai arrivati ai destinatari, ma sono stati intercettati da organizzazioni di stampo mafioso, o da piccoli e grandi faccendieri.
I progetti di sostegno internazionale delle più grandi agenzie e organizzazioni governative si stanno riducendo per mancanza di fondi o per esaurimento del tempo di permanenza stabilito. Attualmente un importante ruolo nell'assistenza ai cittadini e nella promozione della pace è ricoperto da piccole organizzazioni non governative, locali o europee, che danno un significativo contributo al mantenimento di una calma relativa e operano con grande accortezza sul territorio, favorendo progetti di sostegno, sviluppo e dialogo.
Tra i principali bisogni del territorio, l'associazione ha individuato la difficile situazione delle scuole e del sistema di istruzione in generale. Laddove si dovrebbe costruire la società di domani, il più possibile aperta e pacifica, in grado di far rinascere il paese, permangono gravi carenze e discriminazioni, possibili germi di conflitti futuri.
Particolarmente depressa e critica è la situazione dei villaggi che meno usufruiscono dell'aiuto internazionale e dell'attenzione delle istituzioni.
I bambini dei villaggi si trovano in grande difficoltà nel seguire un percorso didattico consono. Il costo del materiale didattico è una voce importante del bilancio familiare, particolarmente per quelle famiglie composte solamente più dalla madre e dai figli orfani di padre. Il reperimento del materiale può risultare difficile in quanto i negozi sono nei centri più grandi a dieci o venti chilometri di distanza sui quali non esistono quasi mai trasporti pubblici.
Le infrastrutture scolastiche sono inadeguate e difficili da raggiungere, soprattutto nei rigidi mesi invernali. Raramente hanno un impianto di riscaldamento diverso da una stufa a legna per ciascuna aula e mancano materiali scolastici quali lavagne, cartine geografiche e spesso anche banchi adatti ai bambini.
Ci sono poi problemi di carattere didattico: non è raro che bambini di età molto diverse si trovino a fare lezione in un unica classe con un unico insegnante. Vi sono poi ingerenze politiche gravissime, che hanno portato alla redazione di due programmi scolastici diversi: uno per i serbo-bosniaci (prevalenti in quest'area) e uno per i bosniaco-musulmani, che prevedono variazioni sostanziali nei programmi di storia e geografia oltre naturalmente nell'insegnamento della religione.
Nonostante le difficoltà ed i sacrifici, molti dei ragazzi incontrati e seguiti nel corso degli anni, hanno dimostrato di partecipare alle attività scolastiche maturando spesso risultati sorprendenti. La presenza a scuola costituisce un importante mezzo di riscatto sociale oltre che di aggregazione e crescita civile. Molti dei maestri e delle maestre svolgono la loro missione educativa con impegno e dedizione nel tentativo di superare gli ostacoli lasciati dall'odio e dalla guerra.
Gli enti con cui l'associazione collabora sul territorio bosniaco sono:
Associazione Tuzlanska Amica, con sede a Tuzla: formazione, aiuto logistico, controllo incrociato dell'efficacia delle attività svolte, monitoraggio esterno delle opinioni e aspettative delle persone coinvolte;
Associazione Forum Zena za Bratunac, con sede a Bratunac: individuazione delle scuole più bisognose, contatti con le autorità, attività di distribuzione del materiale e animazione, co-progettazione, interpretariato e importante appoggio logistico sul territorio;
Associazione italo-bosniaca Icmo, con sede a Srebrenica: sostegno logistico e monitoraggio dei risultati ottenuti sul territorio;
Associazione Donne di Srebrenica, con sede a Tuzla: consulenza e contatti locali;
Sul territorio torinese, piemontese e italiano si collabora con:
Collettivo Azione Pace Onlus;
ReTe ONG;
ARCI;
YaBiH;
Compagnia teatrale Babelia;
Radio Città Fujiko (Bologna);
Coordinamento delle associazioni italiane per la cooperazione con Tuzlanska Amica;
Idea Solidale - Centro Servizi della Provincia di Torino
Scuola in pace è incominciato nell'agosto del 2005 come progetto pilota per la fornitura di materiale scolastico. I volontari di Nema Frontiera hanno portato aiuti sotto forma di “Kit scolastico personale†composto da quaderni, matite, penne, libri, ed altro materiale scolastico in base all'età dei bambini. La distribuzione ha riguardato un totale di 12 scuole nei villaggi rurali che rientrano nel distretto amministrativo di Bratunac.
Da allora, questa iniziativa è stata mantenuta come punto di partenza per un lavoro educativo ed aggregativo successivo. La distribuzione infatti, essendo eseguita direttamente dai volontari di Nema Frontiera, consente di instaurare momenti di conoscenza e divertimento con i bambini. Partendo dal gioco, si spiegano le finalità del progetto, e lo "spirito" con cui il materiale viene loro consegnato. Viene spiegato che il materiale è frutto della raccolta tra i sostenitori e del lavoro dei volontari. Non si tratta di elemosina ma di un aiuto fraterno finalizzato ad egevolare il loro il diritto all'istruzione.
Nel 2006, grazie al contributo della Città di Torino, il progetto è stato ripetuto ed esteso anche alla municipalità di Srebrenica. Il momento della distribuzione del materiale è stato, questa volta, corredato dall'organizzazione di piccole attività di animazione, gioco, lavori creativi che i volontari hanno fatto insieme ai bambini. I riscontri che l'associazione ha avuto, sia dalla popolazione locale, sia da parte delle associazioni partner che hanno dato un apporto fondamentale a livello di progettazione e di esecuzione, sono assolutamente positivi.
nell'estate del 2007 l'Associazione, oltre a portare avanti la propria attività di distribuzione di kit sempre più personalizzati e curati per un numero sempre maggiore di bambini, ha strutturato dei campi di animazione che vedevano coinvolti i destinatari del progetto in età compresa fra i 6 ed i 13 anni circa. Si sono svolti un campo di animazione nel villaggio di Suceska, a 20 km dalla città di Srebrenica, ed un campo nel villaggio di Osamsko, vicino a Bratunac. Entrambi i campi hanno avuto una durata di 10 giorni.
In questa maniera l'associazione ha iniziato a radicarsi e rendersi riconoscibile nei due territori e ha ampliato le proprie conoscenze e la capacità di muoversi su due territori precisi, uno di cultura e tradizione serba e l'altro musulmana.
nell'estate del 2008 l'associazione ha portato avanti la propria attività di distribuzione di materiale scolastico ed animazione, oramai ampiamente consolidate, estendendo però la propria attività di animazione ad altri villaggi nell'area di Bratunac che non erano stati coinvolti l'anno precedente. Ha quindi strutturato una soluzione di animazione itinerante che vedeva impegnati circa 6 volontari ogni giorno in un villaggio diverso, oltre a proseguire l'animazione stanziale nel villaggio di Osamsko, come l'anno precedente. Ciò ha permesso di estendere e radicare i contatti nei villaggi e porre le basi per progetti di scambio tra di essi.
Gli obiettivi generali del progetto fin da quando è nato sono:
Sostenere le famiglie e incentivarle a mandare a scuola i bambini e le bambine (che sono le più svantaggiate), garantendo loro un corredo scolastico minimo;
Creare momenti di conoscenza reciproca, a partire dal gioco, che vengono organizzati dagli operatori dell'associazione in stretta collaborazione con le associazioni locali, sia durante la missione di consegna del materiale, sia durante i sopralluoghi che i volontari a rotazione effettuano sul territorio a preparazione della missione finale;
Invio di un messaggio di pace ed uguaglianza ai bambini, agli insegnanti e alle istituzioni scolastiche, cercando di superare le distinzioni etnico-religiose, e favorendo la creazione di momenti di incontro e conoscenza tra bambini di diversi villaggi;
Per il quinto anno di attività l'associazione intende mantenere le proprie attività cercando un intervento più in profondità. La conoscenza di bambini, famiglie, insegnanti ed istituzioni nei villaggi in cui si sono concentrati gli interventi degli anni passati facilitano il lavoro. E' quindi possibile studiare un avanzamento nella qualità e livello degli interventi piuttosto che un ampliamento quantitativo. Parallelamente al sostegno in campo scolastico infatti, l'associazione lavora in rete con altre realtà, per favorire e creare meccanismi di auto-aiuto e di autosufficienza.
Se l'attesa degli abitanti locali nei confronti dell'associazione, rende inevitabile ripartire dai villaggi di Osamsko e Suceska, anche il lavorare con maggiore continuità negli altri villaggi sembra un obiettivo irrinunciabile. In nessun dei villaggi del resto i tempi non sono ancora maturi per la chiusura del progetto di sostegno.
Contestualmente l'associazione, sulla base della necessità ad oggi ancora rilevata, vuole continuare la distribuzione del materiale scolastico in tutti i comuni che finora sono stati interessati.
In concreto, gli obiettivi minimi per l'estate 2009 sono:
Organizzazione e svolgimento di un campo stanziale di animazione nel villaggio di Osamsko (pressi di Bratunac) della durata di 7 giorni. 7 volontari impiegati.
Organizzazione e svolgimento di un campo stanziale di animazione nel villaggio di Glogova (pressi di Bratunac) della durata di 7 giorni. 7 volontari impiegati.
Organizzazione e svolgimento di un campo di lavoro e progettazione nel villaggio di Suceska (pressi di Srebrenica) con lo scopo di aiutare nello sviluppo l'associazione giovanile locale appena fondata, completare i lavori sul centro giovanile ed ostello realizzati da Nema Frontiera all'interno della scuola e porre le basi per un progetto successivo di scambio giovanile tra Torino e Suceska.
Distribuzione dei materiali scolastici in 8 villaggi e scuole.
Realizzazione del progetto di Cinema Itinerante per Bambini negli spazi pubblici di ogni villaggio per tutte le sere di permanenza in Bosnia dei volontari.
Il punto di partenza dell'azione di Nema Frontiera riguarda l'animazione, che vede coinvolti i bambini in età 6-13 anni, attraverso giochi, momenti aggregativi come cene e visione di film all'aperto, piccoli lavori creativi.
La presenza dei volontari dell'associazione per un periodo di tempo continuato nei villaggi suddetti costituisce occasione per entrare in contatto e tessere rapporti anche con gli altri abitanti (genitori, insegnanti, ragazzi ed adolescenti), con cui nel corso degli anni si è instaurata una relazione di scambio e fiducia reciproche che, dato il profondo isolamento dei luoghi in cui l'associazione opera, cresce nel tempo e diventa sempre più proficua nell'ottica di trasmettere un messaggio di tolleranza ed apertura in un contesto post bellico così complesso e teso. E' inoltre volontà dell'associazione far evolvere il progetto in modo da non creare dipendenza dall'aiuto portato, ma piuttosto creare opportunità di auto-aiuto, coinvolgendo i piccoli commercianti locali e cercando di stringere accordi per una fornitura di materiale alla popolazione a prezzi sostenibili al momento del nostro graduale ritiro.