Il progetto Scuola in Pace 2006 è stato portato a termine nell'estate 2006. E' disponibile un resoconto del progetto, una raccolta di foto ed un video .
IL CONTESTO
Il progetto si inserisce nel difficile contesto post-bellico della Bosnia
Herzegovina in una zona, la regione della bassa Drina, in cui la situazione
a dieci anni dalla firma degli accordi di Dayton rimane tesa e precaria.
Si tratta della regione al confine con la Serbia, nella quale si sono consumati
i più orribili crimini della guerra di Bosnia, il più noto
dei quali è la presa dell'enclave di Srebrenica e il massacro di almeno
ottomila maschi bosniaci musulmani, quasi tutti civili, tra l'11 e il 16
di luglio 1995.
La zona ha subito devastazioni pesantissime, è in grandissima parte
minata (si tratta della zona della Bosnia Herzegovina contaminata dal più alto
numero di mine e ordigni inesplosi), si trova in una situazione economica
stagnante con tassi di disoccupazione che toccano il 70%. Vi abitano
molte famiglie che hanno subito gravi perdite durante il conflitto. Nonostante
gli aiuti e i programmi di ricostruzione la maggior parte degli edifici sono
fatiscenti ed ancora fortemente danneggiati dai bombardamenti.
Gran parte dei profughi deportati durante la pulizia etnica o fuggiti dalla
guerra stentano ancora a rientrare per paura e per i gravi problemi dell'area. In
questa zona, dove ancora manca la corrente elettrica in alcuni villaggi e
dove le risorse sono minime, al limite della sussistenza, servizi fondamentali
quali l'assistenza sanitaria e l'istruzione sono ancora afflitti da gravi
problemi.
L'area rientra nella giurisdizione della Repubblica Srpska, una delle due
entità in cui è stata divisa la Bosnia Herzegovina con gli
accordi di Dayton ed è in assoluto la zona più povera della
repubblica serba di Bosnia e di tutta la Bosnia Herzegovina. La permanenza
sul territorio di un enorme numero di mine e ordigni inesplosi non facilita
la ripresa di una vita normale.
Molti di coloro che si sono macchiati di crimini di guerra sono e restano
impuniti e la grande facilità di reperire armi per questi e altri
criminali (soprattutto legati alle mafie locali) la rende una delle zone
più pericolose di tutta la BiH se non la più pericolosa.
GLI INTERVENTI UMANITARI
Gli interventi umanitari, nonostante investimenti considerevoli hanno ottenuto
nel complesso risultati insufficienti, non hanno raggiunto l'obiettivo di
ripristinare completamente le infrastrutture di base e di favorire una seppur
minima ripresa economica, molti fondi destinati a questa zona non sono mai
arrivati ai destinatari ma sono stati intercettati da organizzazioni di stampo
mafioso, o da piccoli o grandi faccendieri. I progetti di sostegno
internazionale delle più grandi agenzie e organizzazioni governative
si stanno riducendo per mancanza di fondi o per esaurimento del tempo di
permanenza stabilito. Attualmente un importante ruolo nell'assistenza
ai cittadini e nella promozione della pace è ricoperto da piccole
organizzazioni non governative, locali o europee che danno un grande contributo
al mantenimento di una calma relativa e operano con grande saggezza sul territorio
favorendo progetti di sostegno, sviluppo, e dialogo.
IL SETTORE D'INTERVENTO
Tra i molteplici bisogni del territorio, l'associazione ha individuato
la difficile situazione delle scuole e del sistema di istruzione in generale. Laddove
si dovrebbe costruire la società di domani, il più possibile
aperta e pacifica, in grado di far rinascere il paese, permangono enormi
carenze e gravi discriminazioni, possibile germe di conflitti futuri.
I pochi bambini della zona si trovano in grande difficoltà nel seguire
un percorso didattico consono: il costo del materiale didattico a carico
delle famiglie che spesso sono ridotte alla madre con uno o più figli,
la difficoltà del suo reperimento, l'inadeguatezza delle infrastrutture
scolastiche e la difficoltà di raggiungerle da parte di molti bambini
soprattutto nei rigidi mesi invernali sono solo alcuni dei problemi che affliggono
i giovanissimi studenti di quell'area.
Ci sono poi problemi di carattere didattico: non è raro che bambini
di età anche molto diverse si trovino a fare lezione in un unico locale
con un unico insegnante. Vi sono poi ingerenze politiche gravissime
che hanno portato alla redazione di due programmi scolastici diversi per
i bambini di etnia serba (in maggioranza) e bambini di etnia bosniaco musulmana
(in minoranza e spesso discriminati fino ad essere relegati in classi-ghetto
o in scuole a parte).
In particolare ci sono variazioni sostanziali nei programmi di storia e
geografia oltre naturalmente all'insegnamento della religione. Si assiste
al paradosso di bimbi, figli di famiglie un tempo residenti nel territorio
bosniaco che durante la guerra hanno trovato rifugio nella vicinissima Serbia,
appena al di là del fiume Drina, che per seguire le lezioni nella
loro terra di origine dove evidentemente sono registrati e possono esercitare
il diritto all'istruzione, si trovano a dover violare il confine tra la Serbia
e la Bosnia Herzegovina attraversando il fiume su piccole imbarcazioni rischiando
di diventare bersaglio di entrambe le polizie di frontiera. Per raggiungere
la scuola attraversando il più vicino ponte e posto di frontiera,
dovrebbero percorrere una distanza di almeno quindici chilometri con mezzi
di fortuna quando le loro case distano in linea d'aria al massimo qualche
chilometro dalla scuola. Nonostante queste difficoltà i ragazzi che
con enormi sacrifici seguono la scuola ottengono spesso ottimi risultati,
hanno una buona conoscenza dell'inglese e sono molto forti in matematica.
L'INTERVENTO ED I METODI
L'associazione ha deciso di fare il possibile per aiutare questi piccoli
figli della guerra a costruirsi il proprio futuro, cercando di arginare le
difficoltà a cui vanno incontro sia da un punto di vista materiale,
con la consegna annuale di un piccolo kit scolastico per ogni bambino, sia
da un punto di vista di educazione alla pace e al rispetto reciproco. Ogni
kit contiene quaderni, penne, matite, forbici, temperini, carta da disegno,
pennarelli ed altri materiali essenziali per le attività scolastiche.
Per fare ciò ci si avvale della preziosa collaborazione di associazioni
locali di provata fiducia che provvedono a favorire gli spostamenti sul territorio,
l'individuazione dei casi più gravi e monitorano la buona riuscita
del progetto oltre ad aiutare materialmente la distribuzione dei beni e l'organizzazione
di attività di conoscenza reciproca che senza la loro intermediazione
sarebbero impossibili.
Gli obiettivi del progetto sono:
il sostegno e l'incentivo alle famiglie a mandare i bambini a scuola
garantendo loro un corredo scolastico minimo
la creazione di momenti di conoscenza reciproca, a partire dal gioco
che vengono organizzati dagli operatori dell'associazione in stretta collaborazione
con i volontari locali sia durante la missione di consegna del materiale,
sia durante i sopralluoghi che i volontari a rotazione effettuano sul territorio
a preparazione della suddetta missione.
l'invio di un messaggio di uguaglianza ai bambini, agli insegnanti e
alle istituzioni scolastiche in quanto la scelta di base è quella
di lavorare con bambini di tutte le etnie e religioni senza nessun tipo
di discriminazione, evidenziando anzi l'aspetto irrinunciabile di uguale
trattamento e considerazione per tutti.
il favorire la creazione di momenti di incontro e conoscenza tra bambini
di diverse etnie.
l'avvio di rapporti a distanza con bambini e ragazzi di scuole torinesi
interessati a corrispondere con loro coetanei bosniaci per un interessante
scambio interculturale (l'associazione si fa totalmente carico delle spese
relative a questo aspetto del progetto, sia per quanto riguarda il recapito
della corrispondenza, sia per quanto riguarda la traduzione dei testi)
l'individuazione di possibili altri campi di intervento sempre nello
stesso luogo a favore dei bambini e dei settori più deboli della
popolazione.
LA PREPARAZIONE ED I PRECEDENTI
Nel corso del 2005 Nema Frontiera ha eseguito un progetto pilota che ha
riguardato un totale di circa 12 scuole di villaggi rurali che rientrano
nel distretto amministrativo di Bratunac. I bambini che hanno usufruito dell'aiuto
sono stati circa 180, il materiale, raccolto in Italia, è stato quasi
interamente donato da cartolerie, singole famiglie e bambini delle scuole.
La distribuzione è avvenuta in due momenti differenti tra la missione
di agosto ed un viaggio successivo in settembre ed è stata eseguita
direttamente dai volontari di Nema Frontiera, appoggiati dal personale locale
dell'associazione Forum Žena za Bratunac .
I primi riscontri che l'associazione ha avuto, sia dalla popolazione locale
che ha usufruito dell'aiuto, sia da parte dell'associazione partner che ha
aiutato la distribuzione e il disbrigo delle pratiche burocratiche, sono
assolutamente positivi, in particolare si raggiunge il duplice scopo di dare
un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà e di trasmettere
un messaggio di uguaglianza in quanto ogni bambino indipendentemente dal "gruppo
etnico" di origine, riceve esattamente lo stesso tipo e quantità di
materiale.
In ultimo, ma non meno importante, la distribuzione consente di instaurare
momenti di conoscenza tra e con i bambini, partendo dal gioco, si spiegano
loro le finalità del progetto, e, molto importante, lo "spirito" con
cui questo materiale viene loro consegnato.
LE NOVITA' DEL PROGETTO
Sulla base dell'esperienza del primo anno di progetto, dei problemi riscontrati,
dei buoni risultati ottenuti e di nuove esigenze rilevate, l'assemblea dell'associazione
ha deciso di apportare le seguenti modifiche al progetto:
Acquisto in loco del materiale didattico necessario per la realizzazione
dei kit per ogni bambino.
Le norme sull'importazione dall'estero di aiuti umanitari in BiH sono in
continua e disordinata evoluzione, in particolare diventano molto restrittive
e spesso contraddittorie per quanto riguarda l'ingresso di carichi ad opera
di piccole ONG nonostante la corretta documentazione. Per evitare il rischio
di vedersi respinto il carico o di dover pagare imposte doganali di entità spropositata
(cosa accaduta nel corso della missione dell'agosto 2005) si è deciso
di comprare il materiale in loco, individuando una rosa di piccoli fornitori
il più possibile prossimi al territorio di intervento, in modo da
portare comunque un minimo di respiro all'economia locale.
Estensione del progetto a scuole nel distretto di Srebrenica, in collaborazione
e coordinamento con eventuali altri progetti simili già in corso.
La scelta di estendere a Srebrenica è assolutamente naturale in
quanto fa parte della stessa regione nonostante sia sottoposta alla giurisdizione
di un diverso cantone, quello di Srebrenica appunto.
Incremento delle attività di informazione ed educazione alla pace
nelle scuole torinesi, per aiutare ragazzi e bambini a conoscere e capire,
perché dalla conoscenza dell'orrore dell'intolleranza può iniziare
la costruzione di una società tollerante e pacifica.
La documentazione delle attività mediante riprese audio e video.
LE ATTIVITA' DI FORMAZIONE
Durante l'anno scolastico 2004/2005 alcuni volontari dell'associazione
hanno partecipato a titolo personale ad attività di didattica alternativa
organizzate dai licei Galielo Ferraris e D'Azeglio, portando la propria visione
del problema della guerra di Bosnia e stimolando i ragazzi a discutere su
tematiche quali la guerra, l'intolleranza, i nazionalismi ecc.
Sulla base di queste esperienze e grazie alla grande mole di informazioni,
notizie, foto e filmati, raccolti, si vorrebbero creare altri momenti di
incontro con le classi di varie scuole torinesi.
LA DOCUMENTAZIONE
Al fine di rendicontare l'attività svolta e riportare in maniera
più snella e incisiva alcune problematiche riscontrabili nei territori
in cui si opera, si è deciso di provvedere alla realizzazione di un
documentazione audiovisiva che possa costituire anche un valido supporto
per le attività didattiche nelle scuole.
La realizzazione di un documentario di qualsivoglia attività svolta
nella zona in cui si opera è attività molto difficile e presenta
anche dei pericoli; è fondamentale capire cosa, quanto e come riprendere,
in primo luogo per rispetto della popolazione e per evitare che chiunque
possa sentirsi ferito o considerato unicamente per il dramma che ha vissuto,
inoltre può esserci una risposta anche ostile da parte di persone
che non conoscendo lo scopo per cui si riprende possono risentirsi e reagire
anche in maniera violenta, in ultimo, le attrezzature utilizzate sono comunque
di valore e potrebbero diventare oggetto di furto o rapina.
GLI SVILUPPI FUTURI
L'associazione ha stabilito di procedere con la programmazione del progetto
di anno in anno, in modo da poter modificare la propria attività nel
corso del tempo; si prevede di continuare l'intervento sopra descritto per
almeno tre anni oltre a quello in corso, in quanto sarebbe inutile un sostegno
a singhiozzo o peggio occasionale.
E' volontà di Nema Frontiera far evolvere il progetto in modo da
non creare dipendenza dall'aiuto portato ma piuttosto opportunità di
auto-aiuto coinvolgendo i piccoli commercianti locali e cercando di stringere
accordi per una fornitura di materiale alla popolazione a prezzi sostenibili
al momento del nostro graduale ritiro. Inoltre si intende proporre alle autorità locali
l'attivazione di borse di studio a sostegno degli alunni più in difficoltà.
Tutto ciò non è strettamente quantificabile in termini di
mesi o anni, molto anche dipende dalla situazione generale in costante evoluzione;
l'associazione ha comunque stabilito che non si ritirerà finchè non
ci sarà la certezza di un miglioramento sensibile della problematica
del diritto fondamentale all'istruzione.
I COSTI DEL PROGETTO
Il costo complessivo del progetto è quindi da intendersi per l'anno
scolastico in corso, considerando che i bambini che ora usufruiscono del
materiale portato lo scorso agosto saranno riforniti al termine del progetto,
cioè ad agosto-settembre 2006.
Il costo complessivo stimato e riportato nell'apposito preventivo è di
10345,00 euro, dei quali 2100,00 sarebbero coperti dall'associazione, per
i restanti 8245,00 si richiede il contributo della Città di Torino
ed altri finanziatori.
SOSTENITORI E PARTNER
Gli enti con cui si collabora in territorio bosniaco sono:
L'associazione Tuzlanska Amica , con sede a Tuzla, per
quanto riguarda formazione, aiuto logistico, controllo incrociato dell'efficacia
delle attività svolte, monitoraggio esterno delle opinioni e aspettative
delle persone coinvolte;
L'associazione Forum Žena za Bratunac , con sede a Bratunac
per quanto riguarda l'individuazione delle scuole più bisognose,
i contatti con le autorità, attività di distribuzione del
materiale e animazione, coprogettazione, traduzioni e importante appoggio
logistico sul territorio.
A Srebrenica ci si appoggia al locale ufficio dell'UNDP (agenzia ONU per
lo sviluppo), all'associazione Donne di Srebrenica a Tuzla e a contatti individuali
stretti sul territorio. A Sarajevo ci si appoggia allufficio cooperazione
dell'ambasciata italiana per informazioni di tipo burocratico, all'associazione
Sprofondo per questioni logistiche e a contatti privati per traduzioni e
aiuto all'individuazione delle scuole più bisognose.
Collaborano inoltre con l'associazione tutta una serie di gruppi, associazioni
o singoli legati alle principali associazioni partner che sono un importante
appoggio su tutto il territorio bosniaco durante gli spostamenti. In caso
di problemi gravi stiamo prendendo contatti con gli uffici locali del contingente
italiano che presta servizio nell'Eufor (forza di stabilizzazione europea).