Il progetto si è concluso consegnando materiale scolastico a 8 scuole nel distretto di Bratunac. Vedi le foto.

La guerra che ha insanguinato la Bosnia si è conclusa ormai da quasi dieci anni, ma le ferite profonde che si è lasciata alle spalle non si sono ancora rimarginate. L'Europa ha dimenticato un paese ai suoi confini che in quattro anni di guerra è passato da una condizione di benessere paragonabile a quello dell'Italia, ad una situazione di gravissima crisi economica e sociale.
La guerra non ha distrutto solo case, fabbriche e ospedali, ha portato alla disgregazione di un popolo e al suo tentativo di autodistruzione in nome di folli ideali nazionalisti. La coesistenza tra le diverse etnie è ancora oggi, a dieci anni dalla fine del conflitto, tesa e precaria: i partiti in carica sono gli stessi che hanno voluto la guerra, semplicemente ripuliti dagli elementi più scomodi; gli autori dei massacri più efferati camminano liberamente per la strada, sotto gli occhi dei parenti delle loro vittime. Nessuno vuole vendetta, nessuno vuole un'altra guerra, quello che tutti vorrebbero in Bosnia è la possibilità di lasciarsi tutto alle spalle, di poter ripartire e ricostruire oltre alle case anche un paese unito che possa dare delle prospettive ai suoi giovani e non sia visto, come invece oggi accade, come una prigione di povertà da cui fuggire appena possibile.
E' indispensabile che la gente possa ricominciare a vivere e a pensare, che i bambini possano studiare insieme, che i giovani possano lavorare, che i malati possano essere curati.
L'associazione Nema Frontiera lancia da quest'anno un progetto di raccolta di materiale scolastico di ogni genere che sarà consegnato dai suoi volontari direttamente alle associazioni locali che si occupano di rifornire le scuole. C'è bisogno di tutto: dalla carta bianca a tutto ciò che i nostri bambini usano correntemente a scuola.
Nema Frontiera lancia un appello alle istituzioni, ai commercianti, ai singoli cittadini per la raccolta della maggior quantità possibile di materiale.