Inserito da Francesco Merletti il Gio, 20/11/2008 - 01:01

L'associazione organizza una cena di autofinanziamento con la collaborazione di una delle famiglie rom di Chieri.

 

Inserito da Francesco Merletti il Mer, 29/10/2008 - 16:09

Apprendiamo e seguiamo da qualche giorno l'evolversi della situazione di tre famiglie rom residenti a Chieri su un terreno di loro proprietà. In tempi bui di caccia al diverso, queste famiglie rappresentano un modello di integrazione possibile. Nonostante ciò le esigenze della politica di mostrare i muscoli ha messo in pericolo la loro condizione di vita già precaria.

Nema Frontiera si schiera tutta a sostegno di chi lotta per giustizia, uguaglianza e dignità e vi invita a seguire le mobilitazioni tramite il sito:
http://www.nosgombero-rom.135.it

Inserito da Francesco Merletti il Mar, 28/10/2008 - 16:18

Rata nece bitiRata Nece Biti (Non ci sarà la guerra) è un documentario girato in Bosnia, ideato e prodotto da Babydoc film con la collaborazione di Gianluca Arcopinto e la regia di Daniele Gaglianone. Nema Frontiera ha appoggiato ed accompagnato la produzione del documentario nell'arco dell'ultimo anno e molti dei personaggi che compaiono sono amici di lunga data dell'associazione.

Il documentario è stato selezionato nella sezione Ici et ialleurs del 61° festival del cinema di Locarno, sarà proiettato al ventiseiesimo Torino Film Festival ed al Leeds International Film Festival.

Il film mostra incontri con uomini e donne in Bosnia tentando di colmare il senso di distanza che c'è pur in un luogo geograficamente così vicino a noi. Le persone si muovono sugli scenari di Sarajevo, Srebrenica, la fabbrica di accumulatori di Potocari, i villaggi sul fiume Drina.

Inserito da Michele Biava il Mar, 04/03/2008 - 17:14

Sarà presentata oggi in conferenza stampa l'associazione “Mladi Antifašisti” (giovani antifascisti) di Tuzla.

Il gruppo, che ha già un blog www.blogger.ba/profil/matuzla è composto da ragazze e ragazzi contro il fascismo, il nazionalismo e qualunque forma di discriminazione.

Nata a Tuzla, da sempre città di larghe vedute e capace di respingere il nazionalismo, l'associazione usa parole d'ordine nette e decise, simili a quelle di molti gruppi omonimi europei, ma rivolta ad una controparte ben più ostile e massiccia dei compagni d'oltreconfine.

Inserito da Michele Biava il Mer, 27/02/2008 - 15:09

 

...Altre 60 pecore abbattute e sospetto di nuovi contagi umani...

 

Nei giorni scorsi sono state abbattute altre 60 pecore a Su?eska, un villaggio di rientranti pochi km sopra Srebrenica. La causa sempre la stessa: contagio da brucellosi. La malattia ha ormai portato all'abbattimento di oltre 400 capi nella zona e ha già contagiato diverse persone.


Inserito da Francesco Merletti il Mer, 16/01/2008 - 10:52
Inserito da Francesco Merletti il Gio, 20/12/2007 - 22:02

Inserito da Francesco Merletti il Gio, 13/12/2007 - 22:33


...
Inserito da Michele Biava il Dom, 07/10/2007 - 15:25

Ciao Luca...

 

Grazie!

 

 

 


Inserito da Michele Biava il Lun, 11/06/2007 - 22:30

In una terra in cui dal tempo della guerra un diverso modo di dire "caffè" può follemente influenzare la logica amico-nemico, un po' viene naturale ascoltare con attenzione l'accento dei tuoi compagni di viaggio e concludi che se la guerra porta a tanto, è davvero una cosa bastarda.

Questa volta a far tendere le orecchie alla gente, come a noi, c'era qualcuno di nuovo a cercare di parlare una lingua difficile, che in tanti in giro per il mondo cercano di imparare e insegnare anche se sembra proibita: l'esperanto degli ultimi. E' una lingua che non permette retorica. Concreta e limpida si articola prima con gli sguardi e poi con le parole; alla faccia dell'inglese la si capisce in qualunque posto del mondo: dai villaggi del Chiapas ai campi profughi palestinesi, dai quartieri polpolari di Belfast fino ai più sperduti villaggi bosniaci e ancora, ancora così. Si parla ovunque, ovunque ci sia qualcuno disposto ad ascoltarla.