In queste settimane, Nema Frontiera sta preparando i progetti di sostegno all’istruzione e all’attivismo giovanile che si svolgeranno, per il quinto anno consecutivo, presso le scuole delle municipalità di Bratunac e Srebrenica, nella Bosnia-Erzegovina orientale. Queste scuole si trovano nelle aree rurali attorno alle due cittadine, dove le condizioni economiche e le opportunità lavorative sono, generalmente, ancora più scarse che nelle zone urbane. Alla distanza geografica (alcune di queste località distano 15-20 km dai centri cittadini di Bratunac e Srebrenica) si aggiunge una marginalità economica e sociale, dove le possibilità di espressione creativa e culturale sono soffocate sul nascere.
Oltre alle difficoltà materiali, il problema centrale nell’area resta la difficile convivenza tra le due comunità presenti nell’area, quella di cultura serbo-ortodossa e quella musulmana; questo è il più grave risultato (e non la causa, come spesso si sente dire) di una guerra che proprio in quest’area ha avuto uno dei suoi teatri più cruenti. Le due comunità conducono esistenze di fatto separate l’una dall’altra; la divisione si amplifica nelle campagne dove, con poche eccezioni, i villaggi hanno una composizione egemonica di una o dell’altra comunità. La strada della separazione non è certo la soluzione per una convivenza pacifica e costruttiva, alimentando fenomeni di emarginazione sociale, pregiudizi e rancori verso l’ “altro”.
In questo contesto la scuola, che potrebbe essere un mezzo di riscatto sociale, al contrario finisce spesso per alimentare ulteriori disparità e discriminazioni. Le famiglie hanno difficoltà ad acquistare il materiale scolastico di base, e le risorse pubbliche a beneficio degli istituti scolastici, soprattutto quelli delle aree rurali, sono molto limitate.
Inoltre, la pressione proveniente dal contesto sociale esterno si ripercuote anche nella scuola e nelle giovani generazioni. Le ingerenze politiche, con forme di propaganda nazionalista esasperata, si manifestano anche nella dimensione scolastica. Basti pensare all’esistenza di programmi scolastici diversi per i serbo-bosniaci e per i bosniaco-musulmani nelle materie di storia e geografia.
Sono passati quindici anni dalla fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, ma le condizioni di rilancio appaiono ancora lontane. Ecco perché riteniamo necessario, anche per quest’anno, portare avanti il nostro piccolo ma significativo progetto di “Scuola in Pace”. Per la sua elaborazione e svolgimento del progetto, sono indispensabili i contatti e le collaborazioni strette nel corso degli anni con ONG, associazioni locali, enti pubblici ed istituzioni: tra esse, ricordiamo le organizzazioni “Forum Zena”, “Odisej” e “Balkan” di Bratunac, l’ Omladinski Centar Suceske di Srebrenica e Tuzlanska Amica di Tuzla, il personale amministrativo e docente degli istituti “Vuk Karadzic”, “Branko Radicevic” di Bratunac e “Petar Njegos” di Srebrenica, le Municipalità (Opstine) di Srebrenica e Bratunac.
Campi di animazione
I campi di animazione saranno effettuati nella terza e quarta settimana di agosto 2009, presso le scuole di Osamsko e Glogova, nella municipalità di Bratunac. L’animazione comprenderà giochi, attività sportive, piccoli lavori creativi. Vi parteciperanno gli allievi della scuola primaria, che in Bosnia-Erzegovina comprende l’età dai 6 ai 13 anni. Ai campi prenderà parte un gruppo di circa 12 volontari, per metà soci dell’associazione, e per l’altra metà partecipanti esterni. Tramite i giochi e l’animazione si creano momenti di incontro conoscenza reciproca, non solo con i bambini in età scolare ma anche con le famiglie del villaggio; con le attività, si cerca di inviare un messaggio di pace ed uguaglianza, cercando di superare le divisioni etnico-religiose e l’isolamento economico e sociale a cui le località rurali sono tradizionalmente sottoposte.
Inoltre, sarà realizzato il “Cinema Itinerante”: verrà proiettato, ogni sera in una località diversa tra otto, un film di intrattenimento (cartoni animati, film per bambini, commedie…). Quest’ultima iniziativa ha riscosso un notevole successo negli ultimi due anni, poiché si creano momenti di socialità e conoscenza reciproca all’interno delle comunità locali.
Sostegno all’istruzione
Così come avviene dal 2005, sarà distribuito materiale scolastico alle allieve ed agli allievi di otto scuole primarie della municipalità di Bratunac.
Rispetto agli anni passati, grazie alla migliore conoscenza del territorio acquisita ed alla collaborazione delle istituzioni, la distribuzione verrà effettuata in maniera più mirata. I “kit” scolastici, comprendenti materiale quale quaderni, matite, penne, das, compassi e altri strumenti, saranno forniti solo agli allievi provenienti da famiglie a basso reddito. Questo cambiamento ci permette di evitare possibili fenomeni di dipendenza dall’aiuto e di rendere ancora più efficace il sostegno all’istruzione, indirizzandolo verso le famiglie con maggiori necessità e difficoltà.
Per il 2009, si prevede dunque la distribuzione di circa 120 “kit” scolastici, effettuata basandoci sulle liste statali delle famiglie a basso reddito, che ci saranno fornite dalle scuole. Per realizzare questo cambiamento, è stata e continuerà ad essere indispensabile la collaborazione con le organizzazioni locali, nonché con gli insegnanti e gli amministratori degli istituti scolastici. Proprio tramite la consultazione reciproca con le associazioni partner ed il personale docente ed amministrativo, costruita e cimentata negli anni, è emersa l’esigenza di compiere questo passo in avanti. Essi, inoltre, ci garantiscono il sostegno logistico durante la distribuzione, ed effettuano un monitoraggio permanente dei progetti sul territorio, anche durante l’anno, quando i volontari di Nema Frontiera non sono presenti nell’area.
Un impegno per i disabili
Per il 2009, una quota delle risorse del progetto sarà destinata all’acquisto di strutture e materiali per la classe di disabili della scuola “Vuk Karadzic” di Bratunac. La situazione dei ragazzi in età scolare con disabilità (sia comportamentali, sia locomotorie) è molto delicata in quell’area.
La legislazione statale non impone l’obbligo scolastico per i disabili, così la maggior parte di essi resta a carico delle famiglie. La “Vuk Karadzic” è una delle poche scuole dell’area che accoglie i disabili. Essi sono però concentrati in un’aula piccolissima, nonostante abbiano disagi molto
diversi. La posizione marginale dell’aula e gli orari diversi di lezione rendono praticamente impossibile ogni tipo di contatto e conoscenza tra gli allievi della classe in questione e i loro coetanei o gli altri studenti della scuola. L’insegnante che presta servizio nella classe non hanno competenze specifiche nell’ambito della disabilità.
Il Forum Zena sta per promuovere, nell’area di Bratunac, una campagna di sensibilizzazione sulle disabilità, e sulla necessità che le istituzioni locali vi dedichino maggiore attenzione. Il Forum ci ha pertanto, invitato a collaborare ad un progetto di sostegno specifico alla classe della “Vuk Karadzic”. Nema Frontiera ha assunto dunque l’impegno ad acquistare strumenti quali nuove sedie, banchi, scrivanie per la classe in questione. Durante il sopralluogo svolto nell’aprile 2009, abbiamo potuto vedere di persona la classe di disabili. Le strutture presenti nella classe sono in cattivo stato e ormai antiquate, tanto più disagevoli per ragazzi con difficoltà nei movimenti, dato che gli spazi sono già assai angusti. Inoltre, acquisteremo kit scolastici personali anche per gli allievi della classe per disabili.
Per Nema Frontiera il sostegno alla classe di disabili della “Vuk Karadzic” è un intervento nuovo ed impegnativo. Spicca infatti la carenza di personale locale qualificato in loco, anche a causa della scarsa attenzione da parte di istituzioni ed enti pubblici sul tema. Sin d’ora puntiamo però a dedicare maggiore attenzione e risorse, a partire dal prossimo anno, a questo settore. A questo proposito contiamo sulla collaborazione con il Forum Zena e con altre associazioni dell’area. Inoltre confidiamo di trovare altre realtà e individualità, con esperienza specifica nell’ambito, che eventualmente esprimeranno l’interesse a supportarci.
Il Centro Polifunzionale di Suceska
Stanno per volgere al termine i lavori di completamento del Centro Polifunzionale di Suceska, località appartenente alla municipalità di Srebrenica, distante circa 20 km dalla cittadina. Il Centro è stato realizzato con lavori di ricostruzione e rimodellamento di alcuni locali della scuola del villaggio. Il progetto è stato realizzato da Nema Frontiera e dalla ONG milanese “Project for People” tra il 2007 ed il 2008, con uno stanziamento economico per i materiali e la partecipazione di volontari, che hanno affiancato gli abitanti di Suceska nello svolgimento dei lavori.
Il Centro comprende uno spazio destinato a luogo di aggregazione giovanile: questo è già stato completato e utilizzato in questi mesi dalla neonata associazione “Omladinski Centar Suceske”, formata dai giovani del villaggio, per le proprie riunioni ed attività. Le altre stanze in corso di completamento saranno destinate ad ostello, in vista di attività di turismo responsabile da realizzare nell’area. I lavori stanno proseguendo in questi mesi per opera degli stessi ragazzi dell’associazione locale, assieme a muratori ed elettricisti qualificati. E’ auspicabile che entro alcuni mesi il Centro sarà pienamente funzionale.